Nuovi dettagli sarebbero emersi sul caso del piccolo Domenico, il bambino col cuore “bruciato”. La drammatica testimonianza.
Nelle scorse ore ha parlato il padre del piccolo Domenico, il bambino col cuore “bruciato”, svelando il terribile presentimento avuto nelle fasi del trapianto. Ora, invece, nuovi dettagli e testimonianze sono emerse e farebbero riferimento ad un quadro veramente tragico con atteggiamenti aggressivi anche all’interno dello staff sanitario.

Bambino col cuore “bruciato”: la presunta lite in ospedale
Secondo quanto si apprende, l’espianto del cuore malato di Domenico Caliendo, sarebbe avvenuto alle 14.18, ma alle 14.22 non era ancora arrivato in sala operatoria il cuore del donatore. Questo dato è emerso da alcune testimonianze acquisite dalla procura di Napoli e a disposizione degli avvocati che assistono i sette indagati e la famiglia del piccolo bambino col cuore “bruciato”.
Inoltre, da alcuni stralci, visionati dall’AGI, di dichiarazioni fornite come sommarie informazioni (sit) emergono tensioni e atteggiamenti aggressivi, in coincidenza con i giorni in cui il caso del bambino di due anni a cui è stato impiantato un cuore danneggiato era diventato di dominio pubblico.
Al centro della disputa, ci sarebbe stata la tempistica dell’espianto del cuore relativamente all’arrivo dell’organo prelevato a Bolzano. Sull’argomento ci sarebbe stata una riunione particolarmente accesa durante la quale sarebbe stato sferrato anche un calcio ad un termosifone.
La testimonianza e il tentativo di scongelare il cuore
Particolare attenzione anche ad altri elementi. Secondo quanto si apprende, agli atti degli inquirenti che stanno indagando sulla morte del piccolo Domenico, ci sarebbero anche delle testimonianze drammatiche. “Provammo a scongelare il cuore con acqua fredda, poi tiepida, infine calda“, è stato detto da un testimone. Inoltre, i pm avrebbero anche raccolto le parole di tre infermieri presenti in sala operatoria all’arrivo del cuore da Bolzano. Testimoni hanno descritto l’organo come “una pietra durissima”.